lunedì, 22 giugno 2009

Reperti / Unsent

23 Maggio 2001

Gabriella Cannella ha dato, anzi ha letto le news di Radio Inn; mi è capitata fra le mani per l'ennesima volta quella tua lettera di un ottobre di adolescenti ingenui e delle mie utopie. Giulio Mezzetti (1) l'ho mandato a cagare e ora devo fare tutta la storia arretrata. Penso ancora alla Scarav. e alla frutta inglese.
A spezzare le mie riflessioni sulla pianta morente del mio davanzale è giunto un fichissimo e inespressivo addebito di lire 2000.(2)
Forse sto perdendo tempo, what should I say? Che quest'anno è stato un fiasco? Che anche Siracusa (3) ha fatto schifo? Potrei dirlo, ma è ovvio. E' ovvio dire che si vuole l'estate, che ci si vuole bene, che la prof è stronza, che M. è bono e che Tiné ha i capelli ricci. Non è così? non diciamo sempre le stesse cose? Bah, la banalità è ovvia e in fondo abbiamo 15-16 anni. WOOOO-HOOO (4) Cla! Abbiamo 15 e 16 anni! E tra 15 anni ne avremo 30... MA ORA! ora 15! Vuoi sapere la verità? Le cose che si dicono su chi ha la nostra età sono tante stronzate. Tutti ci dicono che dobbiamo goderci la nostra età, ma non sanno che è IMPOSSIBILE! Ma come possiamo godercela se dopo un attimo di relax bussano alla nostra porta Giulio Mezzetti e Arnaldo Orlando (e Giacinto Agnello)(5) con i loro volumazzi pieni di cose pallose? CASPITA a stento ci godiamo il 50% dei nostri 15-16 anni...
Oh my Iggod (Iddio) (ahah)
[...]

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(1) Giulio Mezzetti, autore di un meraviglioso libro di Geografia per il ginnasio. Forse troppo approfondito per i miei gusti d'allora, poco avvezzi allo studio.

(2) A quei tempi l'Omnitel mandava, ogni 10 sms inviati, l'addebito di lire duemila. Un sms costava infatti (duemiladivisodieci=duecento) duecento lire.

(3) I giovani siciliani dei licei classici si recano spesso a Siracusa a vedere le rappresentazioni tragiche presso il teatro greco. (/linguaggio forbito off) Ne approfittano per fare il bagno nella piscina dell'hotel e per pomiciare, a patto di non essere sfigati come la sottoscritta.

(4) Citazione dell'evergreen Song#2 dei Blur

(5) Autori di una grammatica di greco antico con profilo di greco moderno.

capolavoro di Jupiter | 15:39 | commenti (5)


martedì, 16 giugno 2009

Capricorno.
Voi della seconda o terza decade oggi vedrete una suora e immaginerete che vi chieda tutti i soldi estorcendoli con uno sguardo da robot furente.
La voglia di piangere vi si fisserà così ferma nella testa che non ci sarà frullato di fragole che possa rimediare. D'altra parte, non è quella Strawberry Colada che state immaginando.

Capricorno.
Ancora voi? Allora, uhm. Dovete fare benzina. Il film con Eva Longoria non gioverà al vostro successo lavorativo e vi sentirete grasse. Le gocciole che sgranocchierete compulsivamente durante quella visione vi faranno ingrassare, e se controllate dentro la maglietta troverete delle briciole appuntite.

Capricorno.
Giornata radiosa. Incontrerete l'anima gemella. L'Ateneo deciderà di abbuonarvi le ultime tre materie. Vincete un corso di bellezza, ritirate diecimilalire. Anzi, facciamo tre pezzi da dieci per ogni albergo che avete.
Col cambio attuale, 10.000 lire = 10.000 euro.

Capricorno.
Scriverete finti oroscopi senza che sappiate davvero il motivo per cui lo fate. Ascolterete Sawdust senza sentire niente, perché la testa pulserà troppo forte. Non fatevi scoraggiare dalla vostra natura di perdenti: un giorno qualcuno rimedierà per voi qualcosa da fare.
Nel frattempo, arrancate, come sempre. Non c'è niente di male a non laurearsi mai più, a non raggiungere mai il massimo come la vostra maledetta natura vi comanda!

capolavoro di Jupiter | 20:30 | commenti (8)


domenica, 10 maggio 2009

E' terribile quando stai così poco male da non riuscire nemmeno a piangere. E' uno status spurio, e non chiedermi da dove mi venga questa parola. Dico solo che vorresti avere un motivo per poterti sfogare, e invece...

e fa un gesto con cui indica me, seduta dentro la vasca a fissare il mio riflesso rimpicciolito sulla leva rotonda che apre e chiude il tappo.

Almeno a tredici anni avevi i motivi per fare così. Dico, anche a dodici. Quando non avevi nessuno e il mondo era questo gigantesco nemico che non capiva un'acca di com'eri fatta, e voleva a tutti i costi portarti sui suoi binari

E c'è riuscito, dico fissandomi le dita raggrinzite dall'acqua. Secondo te ho mai avuto veramente vent'anni?

Sta guardando fuori dall'oblò e non mi ascolta. Dopo un po' si gira.
Sai cosa dovrei risponderti? Parli come se ne avessi centoventi, diobbuono.
E invece io dico di no.
Non li hai mai avuti, non li avrai mai.
Fai attenzione quando esci da lì.

capolavoro di Jupiter | 20:55 | commenti (6)


giovedì, 19 marzo 2009

Appena uscito, le orecchie mi fischiavano ancora. La mia voce, la voce della gente, i clackson erano attutiti da quelle due ore passate ad ascoltare ciò che più amo riprodotto da pessimi amplificatori gracchianti.
A contatto con imbolsiti emuli di quello che voi chiamereste "il cantante", a contatto con quarantenni in polo, ragazze sovrappeso e bimbominchia con wayfarer fluorescenti, ho sentito una parte di me frantumarsi in mille pezzi.
Tutte quelle mani che ho visto agitarsi al ritmo dato da quello che voi chiamereste "il batterista", tutte quelle mani mi sembravano non capire, non arrivare ad afferrare fino in fondo quello che stavano facendo.

And then you whisper in my hear
I know what you're doing here


Ti guardo attraverso l'obiettivo, così limpido e chiaro prima che prema l'otturatore. Da qui mi sembra di poter toccare le tue guance, mi sembra di sentirle sotto i miei polpastrelli, eppure sono lontana, troppo lontana per fare le foto che vorrei. Mentre canto a squarciagola, così forte che non sento neppure la mia voce - soffocata dalle altre e dalla tua -, mentre canto non smetto di tenere in mano la macchina fotografica, e capisco che non esiste una parte della mia vita che non vorrei far passare da quest'obiettivo. A ogni foto la mia frustrazione cresce; vorrei essere a un passo da te per immortalarti come vorrei, per avere immagini nitide, con inquadrature scelte da me e non dal mio posto sugli spalti.
E' quando sento le lacrime spuntare, quando la tua voce mi riporta alla mente mille cose diverse, che capisco perché sono lì. Per le foto, sarà per un'altra volta.

capolavoro di Jupiter | 23:35 | commenti (6)


martedì, 10 marzo 2009

(third generation)

Mamma, ma tu cosa facevi quando la tua democrazia si trasformava in dittatura?
Che ne pensavi delle prime leggi razziali?

Mamma, riuscivi a divertirti anche se a pochi chilometri la gente moriva per mare e i sopravvissuti rinchiusi nei lager?

Nessuno ti diceva niente dei Tamil dello Sri Lanka, distrutti per sempre da sbadiglianti e incuranti governi del mondo? E del Tibet? Sapevi qualcosa?

Mamma, non capisco come abbiate potuto sopportare le ingiustizie, l'ignoranza, la lega  nord.
Me lo dici come facevate a non capire?


Tesoro - risponderà lei, perché io non metterò al mondo dei figli - Tesoro, noi stavamo su Facebook.

capolavoro di Jupiter | 22:44 | commenti (13)


venerdì, 06 marzo 2009

Mr. Torcicollo mi guarda con aria beffarda. Credo che a tutti piaccia descrivere un personaggio attribuendogli della beffarditudine, perché in fondo fa figo.

Mr. Torcicollo il beffardo mi guarda quando mi giro verso sinistra, e allora spegne la sua sigaretta facendole compiere una traiettoria ben precisa, assimilabile a quella di un proiettile sparato da una calibro (segue numero e codice).

Lui una calibro (segue numero e codice) ce l'ha per davvero, ma scarica, e forse anche inceppata - e ci gioca per spaventare chiunque gli si avvicini.

Mr. Torcicollo arriva sempre di mattina, e ti sveglia con un bacio gelido, che ti accompagna per tutta la giornata.

capolavoro di Jupiter | 17:31 | commenti (2)


mercoledì, 04 febbraio 2009

Chiaramente il ventitre gennaio il mio blog ha compiuto cinque anni, che non sono sei mesi ma cinque anni, e mi applaudo a occhi socchiusi per aver sempre difeso strenuamente una cosa che negli anni ha mantenuto il suo significato.
Non sono più assidua come un tempo e forse perché invecchiando si impara a tacere di determinate questioni, o forse si riesce a parlare solo di altre.
Non saprei.
Forse, è solo che non credo di avere più tanti occhi puntati e mi dico che non ne vale la pena.
Tipo, adesso  non sto minimamente badando alla forma e sono regredita a uno stadio linguistico che in realtà non ho mai attraversato, ma mi impegno perché questo non mi importi.

Ora che ho fatto i conti sulle dita mi sento come tanti anni fa, con una paura folle di crescere, che ora si dice invecchiare, e tante altre fobie come dormire dalla parte del muro.

capolavoro di Jupiter | 21:37 | commenti (17)


martedì, 20 gennaio 2009

Pensavo che dopo ci sarebbero state parole, parole a fiumi, non fiumi di parole, beninteso; pensavo che dopo avrei cercato spasmodicamente carta e penna, o il click del mio obiettivo, e invece ho continuato a mettermi il rossetto come se nulla fosse, ho sentito una forte implosione, e tutto è andato avanti come al solito.

Forse siamo arrivati allo stesso punto, forse ora possiamo capirci. Ora che siamo stati toccati così profondamente da una strana, amara indifferenza, ora che le convenzioni e i rituali banali ci hanno fagocitato per bene, ora possiamo voltarci dall'altra parte e far finta di niente.

capolavoro di Jupiter | 22:09 | commenti (3)


mercoledì, 07 gennaio 2009

@
Alla Neue Pinakothek di Monaco c'erano delle foto così brutte -esposte in una mostra temporanea- che ho pensato che far carriera lì non mi sarebbe costata grande fatica.

@.@
Ultimamente penso sempre più spesso al mio carattere, così verbalmente violento e fastidioso (per molti). Il genere di carattere che non vorrei mai avesse la persona con cui condividere anche cinque minuti d'ascensore.
Spesso penso non ci sia più niente da fare, e allora l'ansia mi assale. Altre volte penso ai corsi per gestire la rabbia, tipici soggetti per puntate di sit com americane, e allora mi arrabbio davvero, e vaffanbagno.

@_@_@
L'altra sera, seduti attorno a uno dei Best Tables in da House, eravamo disposti secondo uno schema involontario: scassapalle, tranquillo -e così di seguito. Sembravamo cavie di un esperimento antropologico che vuole dimostrare la necessità di una persona serafica, ironica e leggera (non stupida, eh) accanto a uno smaronapersone di prima categoria.

Inutile dirvi di che categoria facessi parte io.

capolavoro di Jupiter | 12:36 | commenti (8)


venerdì, 19 dicembre 2008

L'altra sera, la notte prima dell'appello di Letteratura Contemporanea, nel dormiveglia avevo pensato a un post perfetto da scrivere, ma ovviamente l'ho scordato.

#Zwei
Oggi camminavo per le strade umide e scivolose e pensavo, leggendo i cartelloni pubblicitari, che odio davvero questo periodo. Cioè, che poi amo i regali, le tradizioni e le riunioni di famiglia, ma non so - questo ènatale,comprablabla mi deprime terribilmente.

#Drei
Per aggirare un po' il caos cittadino oggi abbiamo fatto delle strade che -prima di frequentare l'università- avevo percorso solo per andare a scuola (asilo, elementari e medie). Con gli occhi mi sono soffermata su insegne e indicazioni, pensando che è su quelle insegne e su quelle indicazioni che ho imparato a leggere. Quella che mi aveva dato più problemi era stata l'insegna di un negozio di liste nozze. Come si leggeva la parola "Regali"? All'inizio leggevo "re-gia-lli", ma la macchina andava avanti troppo velocemente perché potessi concentrarmi e capire come si leggesse, ma soprattutto cosa vendesse un negozio di Re Gialli. Leggendo mi si formava in testa l'idea di una scacchiera gialla e nera, chissà che gravi problemi avevo.

capolavoro di Jupiter | 22:58 | commenti (5)